Cane

Questo è l’unico metodo previsto dalla attuale legislazione italiana ed in generale è ritenuto il migliore.
Richiede di possedere un cane appositamente addestrato e con un fiuto sviluppato.
Bisogna tenerlo continuamente in allenamento e fargli seguire una dieta apposita affinché mantenga nel tempo la sua abilità. Inoltre richiede uno spazio dove tenerlo, un mezzo per portarlo nel bosco anche se, data la grandezza dell’animale, è sufficiente un’auto ed una gabbia, infine vanno considerate le spese di mantenimento, quali mangime, vaccini ecc.
La ricerca si svolge liberando il cane nella tartufaia e seguendolo, stando pronti a fermarlo nel momento in cui individua un punto di interesse scavando o sostandovi sopra. Attraverso l’apposito vanghino prima si cerca di scavare leggermente il terreno per accertarsi della presenza del tartufo, una volta individuato si taglia il terreno attorno e si fa leva per far emergere il tartufo. Appena raccolto si ricopre la buca per mantenere l’ecosistema il più integro possibile.
Naturalmente il cane verrà poi premiato con biscottino o qualcosa che gli piaccia.
Generalmente il cane individua il punto preciso e trova un prodotto ad un buono stato di maturazione, salvo alcuni casi per cani particolarmente sensibili e con un gran fiuto.
Più spesso si va in cerca nei boschi e più si avrà l’intesa tra il cane ed il tartufaio, maggiore sarà la possibilità di trovare il tartufo.
Ovviamente non è una macchina, quindi può sbagliare ed indicare posti dove non c’è niente, e non può lavorare per troppe ore dato che si stanca, e soprattutto in estate è necessario portarlo solo in orari freschi (altrimenti il caldo lo fa stancare subito e confonde gli odori del suolo).
Purtroppo esistono persone senza scrupoli, che per motivi propri dissemina il terreno con polpette avvelenate e spesso si sente parlare di cani morti per questa spiacevole pratica.
Per un approfondimento su questo metodo è possibile leggere QUESTO ARTICOLO.

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